Licenza ambulante e SCIA per il food truck: come si ottiene
In Italia non esiste una licenza nazionale: serve l’autorizzazione del Comune, di tipo A per un posteggio o di tipo B per vendere in forma itinerante, più la SCIA e la notifica sanitaria. Requisiti, documenti e passaggi al SUAP.
Romain BarreauFondatore di Food Truck Store · 5 min di letturaLicenza ambulante, licenza di venditore ambulante, SCIA: chi apre un food truck in Italia sente questi nomi e cerca un unico documento. Non esiste. Esiste l’autorizzazione per il commercio su aree pubbliche, rilasciata dal Comune tramite il SUAP, con la SCIA e la notifica sanitaria. Ecco come ottenerla.

Non esiste una licenza nazionale.
La legge parla di «commercio sulle aree pubbliche»: vendita e somministrazione su strade, piazze e aree private di cui il Comune disponga (D.Lgs. 114/1998, art. 27). L’autorizzazione è comunale (art. 28).
- Tipo A: posteggioUn posto fisso in un mercato o fuori mercato, dato in concessione dal Comune dove si trova il posteggio.
- Tipo B: itinerantePer vendere in forma itinerante: la rilascia il Comune dove avvia l’attività e vale anche fuori Regione.
- SCIA e notificaPer l’alimentare itinerante il portale nazionale scrive «Autorizzazione più SCIA», con la notifica sanitaria.


Tipo A o tipo B: quale chiedere.
Il tipo A dà un posteggio in concessione decennale e vale anche per l’itinerante nella Regione; il tipo B serve a chi cambia posto. Con i requisiti, entrambi abilitano anche alla somministrazione (art. 28, c. 7).
- 10 annidurata della concessione di un posteggio con l’autorizzazione di tipo A
- 90 giornitermine massimo entro il quale la domanda si intende accolta se il Comune non risponde
- 2 annidi lavoro nel settore alimentare negli ultimi cinque, in alternativa al corso SAB
I requisiti: onorabilità e professione.
Servono i requisiti morali e, per l’alimentare, quello professionale: corso regionale (il «corso SAB»), due anni di pratica negli ultimi cinque o un diploma attinente (D.Lgs. 59/2010, art. 71).
Il requisito può averlo il titolare o un preposto che gestisce l’attività (art. 71, c. 6-bis). Per una sagra, una fiera o una festa basta una SCIA temporanea, senza requisito professionale (DL 5/2012, art. 41); l’igiene resta obbligatoria, come spiega la guida al corso HACCP.
La domanda al SUAP, passo dopo passo.
Tutto passa dal SUAP del Comune, di solito online. Per il tipo B alimentare il portale nazionale indica «Autorizzazione più SCIA», con la notifica sanitaria trasmessa dal SUAP all’ASL (italiasemplice.gov.it).
- Aprire la partita IVA
Codice ATECO della ristorazione mobile, iscrizione alla Camera di Commercio e all’INPS: ne parla la guida al regime forfettario.
- Dimostrare i requisiti
Autocertificazione dei requisiti morali e prova di quello professionale: attestato del corso, contratti o diploma.
- Presentare la domanda
Autorizzazione di tipo B (o domanda di posteggio quando il Comune pubblica il bando) più la SCIA, con i diritti di segreteria del Comune.
- Allegare la notifica sanitaria
Nel modulo nazionale si barra il commercio ambulante in forma itinerante; il SUAP trasmette la notifica all’ASL.
- Attendere la risposta
Il termine lo fissa il Comune, mai oltre novanta giorni: se entro quella data non arriva un diniego, la domanda si intende accolta. Poi l’autorizzazione viaggia a bordo.
La notifica sanitaria registra il food truck.
La notifica serve alla registrazione dell’impresa alimentare prevista dal regolamento (CE) 852/2004 (art. 6). Il modulo nazionale chiede anche dove l’ASL può controllare documenti e attrezzature (modulo nazionale).
Autorizzazione, SCIA e notifica a bordo: poi si può aprire lo sportello.

Itinerante: fermarsi il tempo di servire.
Con il tipo B si sosta «per il tempo strettamente necessario a servire il consumatore», senza merce a terra (Emilia-Romagna, LR 12/1999). Firenze limita la sosta a un’ora e vieta il centro (regolamento).
Autorizzazione in tasca, rimorchio in strada.
Con autorizzazione, SCIA e notifica può cominciare a vendere. Al rimorchio servono targa e revisione: ne parla la guida alla revisione e immatricolazione; i modelli con COC sono nella pagina comprare food truck.
Prima i documenti, poi il primo panino.

Domande frequenti.
Ha un’altra domanda? Ci scriva ›Il nome corrente dell’autorizzazione per il commercio su aree pubbliche (D.Lgs. 114/1998, art. 28): di tipo A per vendere da un posteggio in concessione, di tipo B per vendere in forma itinerante. La rilascia il Comune tramite lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP); per l’alimentare si aggiungono la SCIA e la notifica sanitaria all’ASL.
Non esiste una tariffa nazionale: il Comune applica i propri diritti di segreteria e, per un posteggio, il canone di occupazione fissato dal regolamento comunale. Il costo vero sta nel requisito professionale, cioè nel corso SAB se non ha due anni di pratica o un diploma attinente, con prezzi stabiliti dagli enti di formazione della Sua Regione.
Sì, nel rispetto dei regolamenti locali (orari, zone vietate, distanze dai mercati): l’Emilia-Romagna, per esempio, ammette le autorizzazioni itineranti rilasciate «in qualunque regione italiana» (LR 12/1999, art. 3), e ogni autorizzazione vale per le fiere di tutta Italia (D.Lgs. 114/1998, art. 28, c. 6). Il tipo A, per la legge nazionale, abilita all’itinerante nella Regione in cui si trova il posteggio (art. 28, c. 3).
Sì. L’autorizzazione si chiede come impresa: partita IVA con il codice ATECO della ristorazione mobile, iscrizione al Registro delle Imprese e alla gestione commercianti dell’INPS. Il regime forfettario è la scelta più frequente per chi inizia da solo; ne parliamo nella guida dedicata.
Per la somministrazione temporanea in sagre, fiere, manifestazioni religiose, tradizionali e culturali o eventi locali straordinari basta una SCIA, senza il requisito professionale dell’art. 71 (DL 5/2012, art. 41). Il posteggio lo assegna l’organizzatore o il Comune; restano obbligatorie le norme igieniche e, se vende alcolici, le regole della guida dedicata.
No. Si sosta il tempo necessario a servire i clienti, in aree non vietate dal Comune, con la merce solo a bordo. Molti Comuni fissano un tempo massimo di sosta, una distanza minima dai mercati e zone interdette: Firenze, per esempio, un’ora, 300 metri e tutto il centro storico. Prima di partire, legga il regolamento del Comune dove vuole lavorare.


Di Romain, fondatore 
