Caffetteria ambulante: aprire un bar mobile in Italia
Aprire una caffetteria ambulante passo dopo passo: requisiti professionali, autorizzazione e SCIA, notifica sanitaria, macchina espresso e corrente, latte al freddo, bicchieri monouso, IVA e il rimorchio Barista.
Romain BarreauFondatore di Food Truck Store · 4 min di letturaUna caffetteria ambulante porta l’espresso dove sono i clienti: la zona industriale la mattina, il mercato a metà giornata, un evento la sera. In Italia il caffè al banco è un rito, e chi lo serve da un rimorchio deve avere le carte in regola come un bar: ecco i passi, la macchina, il latte e i conti.

Le pratiche, nell’ordine giusto.
Per vendere o somministrare bevande servono i requisiti professionali (D.Lgs. 59/2010, art. 71), poi l’autorizzazione del Comune con la SCIA. La guida licenza ambulante e SCIA entra nei dettagli.
- I requisiti professionali
Un corso regionale, due anni di attività nel settore negli ultimi cinque o un diploma attinente; può averli il titolare o una persona preposta.
- La partita IVA
Con il commercialista: regime fiscale, codice ATECO, iscrizione alla Camera di Commercio e all’INPS.
- Autorizzazione e SCIA
Al SUAP del Comune: tipo B per girare, tipo A per un posteggio fisso; la somministrazione va annotata sull’autorizzazione.
- La notifica sanitaria
Il SUAP la trasmette all’ASL: latte e bevande sono alimenti, con il manuale HACCP a bordo.

La macchina espresso e la corrente.
La macchina non è inclusa: la potenza è scritta sulla targhetta. A 230 V ogni kilowatt chiede circa 4,3 A, e una macchina professionale ne assorbe parecchi quando si scalda.
- 2 × 16 Agli allacci del Barista a 230 V, su due circuiti da collegare entrambi
- 7,5 kWdi apparecchi al massimo sul Barista, macchina compresa
- 3 kWla potenza minima del gruppo elettrogeno, collegato a tutti e due gli allacci
- 300 Wil consumo medio del frigo bibite a tre porte
Il latte, sempre al freddo.
Il latte fresco è il prodotto più delicato del banco: la catena del freddo non va interrotta (Reg. (CE) 852/2004, all. II, cap. IX). Le temperature le fissa il manuale HACCP, d’accordo con l’ASL.
- Il frigo bibiteTre porte a vetri, lungo 138 cm, sotto il piano posteriore: latte e succhi la mattina, bibite il pomeriggio.
- L’acquaFiltrata per la macchina; lavello a due vasche con pompa dell’acqua per lattiere e utensili.
- Il piano della macchina126 cm lato bancone: macchina espresso e macinino, non inclusi, di fronte ai clienti.

Bicchieri monouso: le regole.
Bicchieri e tazze in polistirene espanso, posate, cannucce e palette di plastica monouso non si possono più immettere sul mercato, salvo eccezioni per i prodotti compostabili (D.Lgs. 196/2021, art. 5).
Gli altri bicchieri di plastica restano in vendita, ma sono tra i prodotti di cui la legge chiede di ridurre il consumo (allegato, parte A). Per l’asporto, carta o materiali compostabili Le evitano sorprese; chieda al fornitore di che cosa sono fatti.
Dove lavora un bar mobile.
Zone industriali e uffici la mattina, mercati a metà giornata, eventi e fiere nel fine settimana: i caffè mobili che funzionano alternano clientele diverse. I posti possibili sono in dove mettere un food truck.
Stesso posto, stessa ora: il caffè della mattina diventa un’abitudine.

IVA e alcolici: due capitoli a parte.
Le bevande consumate sul posto, in uno spazio attrezzato, vanno al 10% (Agenzia delle Entrate, risposta 412/2023); per l’asporto vale l’aliquota del prodotto. Birra e vino: vendere alcolici in un food truck.
Il Barista, un bar che si aggancia.
Bancone, frigo bibite, lavello e piano per la macchina: il Barista parte da 13.300 € + IVA (16.226 € IVA inclusa). La pagina food truck bar e caffè lo mostra anche di sera; i modelli sono in comprare food truck.
Sciroppi, bicchieri e cassa a portata di mano: il banco di un bar mobile.

Domande frequenti.
Ha un’altra domanda? Ci scriva ›I requisiti professionali, la partita IVA, l’autorizzazione del Comune con la SCIA tramite il SUAP e la notifica sanitaria all’ASL. Poi il rimorchio, la macchina espresso, il macinino e la cassa, e i posti dove lavorare.
Sì: il caffè è una bevanda, e la legge chiede i requisiti professionali per vendere o somministrare alimenti e bevande. Bastano un corso regionale, due anni di esperienza nel settore negli ultimi cinque o un diploma attinente, posseduti dal titolare o da una persona preposta (D.Lgs. 59/2010, art. 71, c. 6 e 6-bis).
Quella scritta sulla targhetta: a 230 V ogni kilowatt chiede circa 4,3 A. Il Barista ha due allacci da 16 A su due circuiti, da collegare entrambi, e regge fino a 7,5 kW di apparecchi; dove non c’è una presa, serve un gruppo elettrogeno di almeno 3 kW collegato a tutti e due.
Bicchieri e tazze in polistirene espanso non si possono più immettere sul mercato, come posate, cannucce e palette di plastica monouso (D.Lgs. 196/2021, art. 5 e allegato, parte B). Gli altri bicchieri di plastica restano ammessi, ma la legge chiede di ridurne il consumo: carta o materiali compostabili sono la scelta più tranquilla.
Le bevande consumate sul posto, in uno spazio attrezzato per i clienti, sono somministrazione e vanno al 10% (n. 121 della tabella A, parte III, DPR 633/1972). Per quello che vende da asporto vale l’aliquota propria del prodotto, come ricorda l’Agenzia delle Entrate: la verifichi con il Suo commercialista.
Sulle aree pubbliche gli alcolici si vendono solo in recipienti chiusi (D.Lgs. 114/1998, art. 30, c. 5); il servizio al bicchiere a una sagra dipende dall’organizzatore e dal Comune: chieda al SUAP prima di partire. La guida sugli alcolici spiega la comunicazione al SUAP, gli orari e il divieto per i minori.


Di Romain, fondatore 
