Food truck su terreno privato: permessi e limiti
Su un terreno privato l’accordo del proprietario è il punto di partenza, non l’unico permesso: SCIA al SUAP, notifica sanitaria, urbanistica se il rimorchio resta fermo a lungo, terreni agricoli, parcheggi aziendali e vendita davanti a casa.
Romain BarreauFondatore di Food Truck Store · 5 min di letturaUn food truck su terreno privato non occupa suolo pubblico e non ha bisogno di un posteggio del Comune. Le regole però restano: l’accordo del proprietario apre la porta, poi servono la SCIA, la notifica sanitaria e, se il rimorchio resta fermo a lungo, un occhio all’urbanistica.

Prima di tutto, l’accordo scritto.
Il permesso di stare lì lo dà il proprietario o chi gestisce l’area: lo faccia mettere per iscritto. Un accordo breve evita discussioni e va tenuto a bordo con gli altri documenti, pronto per un controllo.
- Il posto e gli orariIl punto preciso, i metri quadrati, i giorni e le ore di servizio, il tempo per montare e smontare.
- Il compensoUna cifra fissa, una percentuale sull’incasso o tutte e due: scriva come si calcola e quando si paga.
- Acqua, corrente, rifiutiChi porta l’acqua e l’elettricità, chi paga i consumi, dove finiscono i rifiuti e l’olio usato.
- Assicurazione e uscitaLa polizza allegata, la durata dell’accordo, il preavviso e i casi in cui finisce.

Le pratiche: SCIA e notifica sanitaria.
Un’area privata di cui il Comune non ha la disponibilità non è un’«area pubblica» (D.Lgs. 114/1998, art. 27), quindi lì non basta la licenza ambulante: si presenta una SCIA (D.Lgs. 59/2010, art. 64).
- L’accordo con il proprietario
Scritto e firmato, con l’area e gli orari: è la base di tutte le altre pratiche.
- I requisiti professionali
Per vendere o somministrare alimenti serve un corso regionale, due anni di esperienza nel settore negli ultimi cinque o un diploma attinente.
- La SCIA al SUAP
Allo sportello unico del Comune in cui si trova il terreno. Chieda prima come inquadra un rimorchio su area privata: le prassi cambiano da Comune a Comune.
- La notifica sanitaria
Passa dal SUAP all’ASL, che così sa dove lavora e dove può controllare il mezzo.
Quanto può restare fermo il rimorchio.
Il testo unico dell’edilizia considera nuova costruzione anche roulotte e strutture usate come ambienti di lavoro, salvo esigenze solo temporanee (DPR 380/2001, art. 3, c. 1, e.5).
Le opere stagionali e temporanee vanno tolte entro 180 giorni, montaggio e smontaggio compresi, con una comunicazione al Comune prima di iniziare (DPR 380/2001, art. 6, c. 1, e-bis). Se il rimorchio resta tutto l’anno, magari con pedana, gazebo o allacci fissi, chieda per iscritto all’ufficio tecnico se serve il permesso di costruire.
Terreno agricolo: decide il piano urbanistico.
Un prato in campagna o il piazzale di un’azienda agricola sembrano perfetti, ma che cosa si può fare su quel terreno lo dice il piano urbanistico del Comune. Lo chieda all’ufficio tecnico prima di firmare.
Un piazzale con passaggio vale oro: prima di firmare, controlli che cosa permette il piano urbanistico.

Parcheggi di aziende e centri commerciali.
Supermercato, vivaio, zona industriale, sede di un’azienda: si rivolga al proprietario o al gestore dell’area, che non sempre è il negozio. Periodo di prova, spese, orari: si concorda tutto all’inizio.

Vendere davanti a casa.
Strada e marciapiede sono suolo pubblico; nei centri abitati il rimorchio staccato non può sostare, salvo diversa segnalazione (CdS, art. 158, c. 3). Nel cortile valgono le regole dell’area privata.
- Sulla stradaServe l’autorizzazione del Comune per il commercio su aree pubbliche, e il rimorchio resta agganciato all’auto.
- Nel Suo cortileNiente suolo pubblico, ma SCIA, notifica sanitaria, assicurazione e piano urbanistico; e rispetto per i vicini: rumore, odori, auto.
- In condominioIl regolamento di condominio può limitare le attività nel cortile comune: lo legga prima di cominciare.
Il terreno giusto, con le carte giuste.
Quando l’accordo finisce, il rimorchio riparte con Lei, con la RCA sempre attiva: lo spiega la guida assicurazione food truck. Modelli in comprare food truck, altri posti in dove mettere un food truck.
Al coperto o all’aperto, su un’area privata il rimorchio resta un veicolo: targa, carta di circolazione e RCA.

Domande frequenti.
Ha un’altra domanda? Ci scriva ›Serve prima di tutto l’accordo scritto del proprietario o del gestore. L’autorizzazione per le aree pubbliche non basta: per vendere o somministrare si presenta una SCIA al SUAP del Comune, con la notifica sanitaria all’ASL, e valgono le norme urbanistiche, edilizie, igienico-sanitarie e di sicurezza (D.Lgs. 59/2010, art. 64, c. 6).
Dipende da che cosa prevede per quel terreno il piano urbanistico del Comune. Chieda all’ufficio tecnico, prima di firmare, se l’attività è ammessa e per quanto tempo il rimorchio può restare: se diventa un ambiente di lavoro stabile, per il testo unico dell’edilizia può contare come nuova costruzione (DPR 380/2001, art. 3).
Il testo unico dell’edilizia ammette le opere stagionali e temporanee per 180 giorni al massimo, montaggio e smontaggio compresi, con una comunicazione al Comune (DPR 380/2001, art. 6, c. 1, e-bis). Un rimorchio fermo più a lungo, o con pedane e coperture fisse, va valutato con l’ufficio tecnico.
Si rivolga al proprietario o al gestore dell’area con una presentazione breve: il concept, i giorni e gli orari, le foto del rimorchio, la polizza. Proponga un accordo scritto con un compenso fisso o una percentuale sull’incasso, e un periodo di prova.
Sulla strada e sul marciapiede solo con l’autorizzazione del Comune, perché sono suolo pubblico; e nei centri abitati un rimorchio staccato non può sostare (Codice della strada, art. 158, c. 3). Nel Suo cortile può lavorare con la SCIA e la notifica sanitaria, se piano urbanistico e regolamento di condominio lo permettono.
Sì. Il codice delle assicurazioni impone la RCA al rimorchio a prescindere dal terreno e dal fatto che sia fermo o in movimento (D.Lgs. 209/2005, art. 122). Il proprietario del terreno può chiederLe anche una polizza di responsabilità civile per l’attività: la alleghi all’accordo.


Di Romain, fondatore 
