Commercio ambulante alimentare: come iniziare
Vendere o servire cibo su strade, mercati e fiere: le due attività, tipo A o tipo B, requisiti e pratiche nell’ordine, il codice ATECO 2025, il mezzo e i posti dove lavorare.
Romain BarreauFondatore di Food Truck Store · 4 min di letturaCommercio ambulante alimentare è il nome di tutti i giorni; la legge dice commercio su aree pubbliche: vendere o servire cibo su strade, piazze, mercati e fiere (D.Lgs. 114/1998, art. 27). Prima delle pratiche conviene decidere tre cose: l’attività, il mezzo e i posti.

Vendere o servire: due mestieri.
Si possono vendere alimenti oppure somministrarli, cioè servirli da consumare sul posto. Con i requisiti per entrambe, l’autorizzazione alla vendita copre anche la somministrazione, annotata sul titolo (art. 28, c. 7).
- AlimentariFrutta e verdura, formaggi, salumi, pane: la bottega che gira i paesi e i mercati.
- Street foodPanini, fritti, hamburger, crêpes: si cucina e si serve dal mezzo.
- Gelati e dolciVetrina a freddo negativo, coni e coppette, dolci al banco.
- Caffè e bevandeEspresso e bibite; gli alcolici, su area pubblica, solo in recipienti chiusi.

Tipo A o tipo B: il posto decide.
Il tipo A dà un posteggio in concessione per dieci anni e vale anche per l’itinerante in regione; il tipo B è solo itinerante e lo rilascia il Comune dove inizia (D.Lgs. 114/1998, art. 28).
Con l’una o l’altra autorizzazione si partecipa alle fiere in tutta Italia (c. 6). Documenti, SCIA e passaggi al SUAP sono spiegati nella guida licenza ambulante e SCIA.
Requisiti e pratiche, nell’ordine.
Per l’alimentare servono, oltre all’onorabilità, i requisiti professionali: un corso riconosciuto dalla Regione, due anni di attività nel settore negli ultimi cinque o un diploma attinente (D.Lgs. 59/2010, art. 71).
- Partita IVA e Camera di Commercio
Apertura della partita IVA, iscrizione al Registro delle imprese e all’INPS, con il commercialista.
- Requisiti professionali
Corso regionale, esperienza nel settore o diploma: senza, l’autorizzazione alimentare non si ottiene.
- Autorizzazione e SCIA
Al SUAP del Comune: tipo A o tipo B; per l’alimentare itinerante, autorizzazione più SCIA.
- Notifica sanitaria
All’ASL tramite il SUAP, prima di iniziare: registra l’attività.
- Formazione e assicurazione
Formazione HACCP per chi manipola alimenti, manuale di autocontrollo a bordo, RCA del rimorchio.

Il codice ATECO segue il prodotto.
Con l’ATECO 2025 il canale di vendita, sede fissa o ambulante, non decide più il codice: conta quello che vende (ISTAT). Il codice giusto lo sceglie con il commercialista.
- 56.12.01ristorazione mobile: cucinare e servire dal mezzo
- 56.12.02ristorazione mobile di gelaterie
- 56.30.03somministrazione mobile di bevande
- 47.2il gruppo del commercio al dettaglio di alimentari: il codice cambia con il prodotto
Il mezzo: banco, autonegozio o rimorchio.
L’autonegozio è un veicolo a motore per uso negozio (DPR 495/1992, art. 203); il nostro è un rimorchio attrezzato per uso negozio, cioè per uso speciale (art. 204). Confronto completo: furgone o rimorchio.
Un rimorchio per uso negozio: targa propria, carta di circolazione e assicurazione RCA.

Mercati, fiere e sagre: dove vendere.
Mercati e fiere hanno posteggi del Comune (art. 27); Taranto ha messo a bando 22 postazioni food truck per l’estate 2026 (avviso). Per somministrare a una sagra basta una SCIA temporanea (DL 5/2012, art. 41).
Il primo passo: un prodotto che si vende.
Un prodotto che si mangia in piedi, servito in fretta, dove la gente passa: è la base. Idee nelle pagine food truck panini e food truck crêpes; i rimorchi in comprare food truck.
Gli stessi giorni, alle stesse ore: i clienti tornano.

Domande frequenti.
Ha un’altra domanda? Ci scriva ›L’autorizzazione del Comune per il commercio su aree pubbliche, di tipo A per un posteggio o di tipo B itinerante, chiesta al SUAP; i requisiti di onorabilità e quelli professionali del settore alimentare; la notifica sanitaria all’ASL. Prima ancora, partita IVA, Registro delle imprese e INPS.
Vendere è cedere alimenti al dettaglio, confezionati o sfusi; somministrare è servirli da consumare sul posto, con tavoli, sedute o altre attrezzature per i clienti. L’autorizzazione alla vendita di prodotti alimentari abilita anche alla somministrazione se il titolare ha i requisiti per entrambe, con un’annotazione sul titolo (D.Lgs. 114/1998, art. 28, c. 7).
Con l’ATECO 2025 il food truck rientra nella ristorazione mobile: 56.12.01, oppure 56.12.02 per una gelateria e 56.12.03 per una pasticceria. Chi vende alimentari prende invece il codice del commercio al dettaglio del prodotto. Lo confermi con il commercialista quando apre la partita IVA.
Alle fiere sì: l’autorizzazione per il commercio su aree pubbliche vale per le fiere di tutte le regioni (art. 28, c. 6). In forma itinerante valgono le regole regionali e comunali su orari, soste e zone vietate; un posteggio fisso si ottiene invece Comune per Comune, con un bando.
Il franchising porta marchio, metodo e assistenza, in cambio di un diritto d’ingresso e di royalties; la legge impone che il contratto Le sia consegnato almeno 30 giorni prima della firma (L. 129/2004, art. 4). In proprio decide tutto Lei, menu e posti compresi. La guida franchising food truck elenca cosa verificare.
Un banco temporaneo si monta e si smonta a ogni mercato; un autonegozio ha il motore, da mantenere; un rimorchio si aggancia all’auto e, una volta sganciato, la lascia libera. Il nostro AIR 220, da 750 kg, si traina con la patente B se l’auto lo consente; l’Essentiel parte da 11.500 € + IVA (14.030 € IVA inclusa).


Di Romain, fondatore 