Franchising food truck: cosa verificare prima di firmare

Diritto di ingresso, royalties, contratto scritto, documenti 30 giorni prima della firma, esclusiva e non concorrenza: come funziona un franchising di food truck in Italia e come si parte in proprio.

Romain, fondatore di Food Truck StoreRomain BarreauFondatore di Food Truck Store · 5 min di lettura

Con un franchising di food truck entra in un concept che funziona già: marchio, menu, fornitori, procedure. In cambio paga di norma un diritto di ingresso e delle royalties, e si lega per anni. In Italia il franchising ha una legge propria, la 129/2004: ecco cosa Le garantisce e cosa deve verificare da solo.

Hamburger fatto in casa servito dal food truck Accro

Cosa compra con il franchising.

La legge chiama il franchising «affiliazione commerciale»: l’affiliante concede marchio, know-how e assistenza a un affiliato che resta un imprenditore indipendente, dietro corrispettivo (L. 129/2004, art. 1).

  • Il marchio
    Nome, immagine e un concept già provato sul mercato: la legge chiede che la formula sia stata sperimentata prima di creare la rete.
  • Il know-how
    Ricette, procedure e manuale operativo, trasmessi con la formazione; per la legge deve essere segreto, sostanziale e individuato.
  • L’assistenza
    All’avvio e poi nel tempo: consulenza, marketing, evoluzione del concept.
  • Gli acquisti
    Condizioni negoziate dalla rete per tutti gli affiliati, spesso con l’obbligo di rifornirsi da fornitori indicati.
Romain, fondatore di Food Truck Store, indica in basso con il dito
Romain, fondatore di Food Truck Store, con la bandiera FTS

Diritto di ingresso e royalties.

Il diritto di ingresso è una cifra fissa, le royalties una percentuale sul giro d’affari o una quota fissa (art. 1). I numeri del settore vengono dal Rapporto Assofranchising 2026.

  • 39 miliardi di euroil giro d’affari del franchising in Italia nel 2025, +8% sul 2024, pari all’1,7% del PIL
  • 62.449punti vendita in franchising a fine 2025, con 327.200 addetti (+12%)
  • 120.000 €l’investimento iniziale medio di un affiliato secondo il rapporto; per l’80% dei franchisor l’accesso al credito è il primo ostacolo alla crescita della rete

Trenta giorni prima della firma.

Almeno 30 giorni prima della firma l’affiliante Le consegna il contratto completo con gli allegati (L. 129/2004, art. 4); nelle trattative entrambi si comportano con lealtà, correttezza e buona fede (art. 6).

  1. I dati della società

    Ragione sociale e capitale e, su richiesta, i bilanci degli ultimi tre anni (o dalla costituzione).

  2. I marchi

    Estremi della registrazione o della licenza, oppure la prova dell’uso effettivo.

  3. La rete

    La lista degli affiliati attivi e dei punti vendita diretti, e come è cambiato il numero degli affiliati, anno per anno, negli ultimi tre anni, con la loro ubicazione.

  4. I contenziosi

    I procedimenti giudiziari o arbitrali conclusi negli ultimi tre anni contro l’affiliante e che riguardano la rete.

  5. Le Sue domande

    L’affiliante deve dare tempestivamente ogni informazione necessaria; può rifiutare solo dati davvero riservati, motivando il rifiuto. Le faccia per iscritto.

Contratto scritto, almeno tre anni.

Il contratto di affiliazione va redatto per iscritto a pena di nullità e, se a tempo determinato, deve durare abbastanza da ammortizzare l’investimento, e comunque almeno tre anni (L. 129/2004, art. 3). Deve indicare espressamente investimenti e diritto di ingresso, royalties e incassi minimi, esclusiva territoriale, know-how, servizi, condizioni di rinnovo, risoluzione e cessione.

Le clausole da leggere due volte.

Il patto di non concorrenza gode dell’esenzione europea per cinque anni al massimo; dopo il contratto, solo per un anno e a condizioni strette (Reg. (UE) 2022/720, art. 5). Zona, acquisti, uscita: tutto per iscritto.

Dietro ogni panino ci sono procedure che la rete impone.

Salsa su un hamburger, sul piano di lavoro in acciaio inox di un food truck
Paul, di Food Truck Store, con il pollice alzato

Vantaggi e limiti per un food truck.

Un franchising porta un marchio noto, marketing comune e acquisti più convenienti; in cambio rispetta le regole di contratto e manuale, e un danno d’immagine del marchio tocca tutti gli affiliati.

  • La zona
    Nero su bianco: città, zona, posteggi, eventi. Che senso ha un’esclusiva territoriale per un rimorchio che si sposta?
  • Il mezzo
    Chi sceglie il rimorchio, chi lo paga, e se si può rivendere con o senza i colori del marchio.
  • Gli acquisti
    Quali prodotti deve comprare dalla rete e quanto costano rispetto al mercato.
  • L’uscita
    Durata, rinnovo, recesso, cessione: come si esce dalla rete e quanto costa.

L’alternativa: partire in proprio.

In proprio decide Lei menu, fornitori e prezzi, e il know-how lo costruisce con il tempo; niente diritto di ingresso né royalties. Da leggere: idee food truck, aprire un food truck e comprare food truck.

Il concept si giudica allo sportello.

Un rimorchio proprio parte da 11.500 € + IVA (14.030 € IVA inclusa), senza diritto di ingresso né royalties; il Chef+ è l’allestimento per la cucina calda. Il resto lo decidono i clienti.

Al bancone si vede subito se un menu funziona.

Rimorchio street food beige in pieno servizio, con i clienti al bancone

Domande frequenti.

E adesso?

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Vale a dire 14.030 € IVA inclusa. Quattro allestimenti in due formati, con certificato di conformità europeo (COC) e cinque colori allo stesso prezzo. Progettati da Food Truck Store.

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